Fumata nera: il fork del bitcoin SegWit2x non ci sarà!

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È di poche ore fa il comunicato di Mike Belshe, uno dei proponenti del progetto di “Biforcazione” della criptovaluta, che ha comunicato la sospensione del progetto.

In una circolare spedita sulla mailing list, Belshe ha detto che era chiaro che non c’era il consenso degli operatori del progetto per aumentare la blocksize in questo momento.

Cosa è il consenso nel bitcoin?

Essendo una rete “democratica“, le decisioni vengono prese a maggioranza e il voto è equivalente alla “potenza di calcolo” di chi sostiene la rete, cioè i minatori di bitcoin oltrechè gli exchange che fanno la commercializzazione della criptovaluta.

In questo caso la biforcazione comporta l’adozione di un “blocksize” maggiore (quindi un maggior numero di transazioni elaborate) e di una tecnologia per aumentare la velocità delle transazioni per rendere il bitcoin più competitivo nei confronti delle altre valute più recenti e più appetibile per aziende e istituzioni.

Nella pratica però, non essendoci un’entità superiore (tipo la banca centrale europea) che fornisce delle indicazioni vincolanti, questo genere di decisioni deve essere adottata a maggioranza: se la maggioranza è abbastanza elevata la valuta “cambia” in massa e quindi per non perdere valore anche “l’opposizione” si adatta.

In teoria quando l’opposizione è abbastanza numerosa e compatta, potrebbe andare per la sua strada e fare la propria “criptovaluta”, come è successo per Bitcoin Cash , che però non ha fatto cambiare in modo determinante la quotazione del Bitcoin Classico.

In questo caso c’era troppa opposizione e si sarebbe rischiato una frammentazione molto più critica da gestire, quindi è stata fatta marcia indietro.

Poche ore dopo l’annuncio la valuta è balzata ad un record storico di 7.888 dollari per poi ritornare dopo qualche ora alla quotazione normale.

Immagine a cura di cointelegrah.

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Andrea Scarpetta
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